gTLD – nuove estensioni di dominio – confonderanno gli utenti?

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elaborazione di alcuni dei nuovi gTLD - una sola parola : confusione!

La ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ha completato un processo iniziato l’anno scorso che ha portato alla disponibilità di più di 1000 nuove estensioni di dominio.

Di cosa stiamo parlando?

Finora gli indirizzi dei siti internet (i domini) terminavano con .it , .fr , es – insomma un suffisso relativo al paese in cui è stato registrato il sito, con poche altre estensioni : .net, org, .com – inizialmente nato per definire siti commerciali, diventato lo standard “internazionale”.

La ICANN, che è l’organo preposto alla gestione delle estensioni, già qualche anno ha pensato di integrare queste estensioni con altre, ad esempio .biz, .info nel 2000, e molto clamorosamente nel 2011 con l’estensione di dominio .xxx – dedicata ovviamente alla primaria fonte d’uso della rete..
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Bene, dall’anno scorso l’ICANN ha deciso di aprire ulteriormente ed esponenzialmente il numero di domini disponibili : in pratica ha aperto a chi volesse richiederlo la possibilità di richiedere una estensione di dominio.

Questo ha aperto le porte ad un vaso di Pandora: la possibilità di richiedere estensioni più disparate, da estensioni puramente brandizzate (es .canon, .nikon) a estensioni religiose (.catholic) a estensioni relative a prodotti (.book, .food, .film)

Potrete immaginare quindi la corsa all’oro a fare richiesta di estensione da parte dei big di internet e non solo.

L’operazione non era proprio a costo zero : 185000 $ per fare richiesta, la necessità di passare attraverso un lungo processo di approvazione, e la disponibilità tecnologica a gestire queste estensioni.

E qui c’è il punto in cui il business si scatena, in pratica una azienda potrebbe registrare – per esempio l’estensione di dominio .roma e rivendere la registrazioni basati su questa estensione (es. concerti.roma potrebbe essere un nuovo indirizzo per un sito che vende biglietti di concerti a Roma)

C’e’ un po’ di tutto: .cars,  .books, .foods, .kids ….

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elaborazione di alcuni dei nuovi gTLD – una sola parola : confusione!

Per fortuna c’e’ un lungo processo gestito da ICANN per gestire una giusta attribuzione dei domini, che infatti per un primo gruppo di domini (più di 1000) sta per concludersi.

C’e’ anche un risultato eclatante : ad Amazon, il colosso delle vendite online, è stato negato proprio il suffisso .AMAZON, che a seconda di ICANN potrebbe confondersi con l’omonima regione sudamericana…

Ed ecco che già tutte le società che già si occupano di registrazione domini che si stanno scatenando per far prenotare ai propri utenti combinazioni di dominio…

L’impressione è che con la scusa di fornire più libertà nella creazione di nuovi nomi sito, si sia in realtà aumentato esponenzialmente un business che ormai era diventato stantio.

Ma il vantaggio sarà vero per gli utenti? Perdendo la possibilità di “indovinare” la parte finale, si aumenterà la possibilità di sbagliare.

I vantaggi per ICANN sono comunque evidenti: oltre alla fase di registrazione, tantissime società saranno costrette, come minimo per tutelare il proprio brand, a registrare un considerevole numero di domini in più, con un’aumento di spesa annuale che sicuramente all’ICANN sembra non dispiacere…

Voi che ne pensate?

Di seguito alcuni link con la lista dei nuovi domini:

https://www.name.com/new-gtld

https://gtldresult.icann.org/application-result/applicationstatus/viewstatus